Conversazioni con Chanel Durante

02/ Conversazioni con

Questa settimana abbiamo deciso di fare quattro chiacchiere con l’artista Chanel Durante per entrare a passi lenti nella sua arte e nel suo mondo fatto di immagini soffuse e luci sfocate. Spesso mi capita di perdermi nelle sue opere, con una sensazione di calma bellissima.

Come sei diventata un’artista qual è il tuo background e percorso formativo?

In realtà ho una formazione che non ha a che fare con l’arte e mi sono avvicinata alla pittura 5 anni fa. Ho iniziato con un corso di acquerello e successivamente, la mia voglia di conoscere altre tecniche mi ha portata a cimentarmi con gli acrilici, per poi passare alla pittura ad olio, ad oggi la mia tecnica principale.

Quali artisti o correnti artistiche ti hanno influenzato maggiormente? 

Tra gli artisti che hanno avuto un’influenza artistica non posso non citare Turner e Guccione. Amo particolarmente Magritte e la sensazione di smarrimento e profonda malinconia di Hopper, chiaramente poi l’elenco sarebbe lunghissimo con artisti quali Van Gogh, Klimt, Sorolla, i macchiaioli…

Come funziona il tuo processo artistico? come mai la scelta del paesaggio?

Il mio processo artistico non si ripete mai in maniera schematica, a volte cerco di imprimere nella tela un paesaggio che c’è nella mia memoria, altre volte invece gioco con il colore e lascio che il paesaggio emerga autonomamente.

Mi capita spesso di trovare ispirazione improvvisamente guardando una strada che magari ho percorso centinaia di volte, ma che in quel momento mi emoziona in maniera differente e unica. Mi faccio ispirare da tutto quello che mi circonda I paesaggi per me sono veri e propri contenitori di emozioni e custodi di ricordi. È nel paesaggio che avviene la vita, ed il fascino che mi suscita potrei definirlo un rapimento.

Quali emozioni o pensieri speri di suscitare in chi guarda le tue opere?

Suscitare un’emozione è già di per se una cosa per niente scontata, a prescindere da quale emozione essa sia. Se dovessi ipotizzare, il massimo a cui potrei aspirare sarebbe di catturare a tal punto chi guarda, come se stesse osservando un paesaggio del suo mondo interiore. Anche il linguaggio fotografico del fuori fuoco e del “mosso” sono fonte di ispirazione per il mio lavoro nel quale la sensazione di indefinito è una tematica essenziale.

Cosa puoi dirci di più riguardo la tua collezione?

Nelle mie opere in cui è presente un soggetto, che possono essere naturali come un albero o una macchia di di bosco, o tracce umane come un’abitazione o dei pali della luce, cerco di togliere alle forme i loro contorni netti, lasciando l’idea di intangibile ed etereo. In altri quadri proprio l’indefinitezza è protagonista, evocando, con il colore, un’atmosfera nuda.

Scoprire l’indefinitezza di Chanel Durante è un percorso bellissimo, puoi vedere tutte le sue opere qui!

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