Artista di Ottobre: Silvia Fiorenza

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Abbiamo fatto quattro chiacchiere con l’artista Silvia Fiorenza, per provare a raccontarvi il suo mondo di colori ed il suo processo artistico. Silvia ci porta con se nella sua arte raccontandoci com’è iniziata questa passione, dalla sua nuova collezione The Deep agli artisti che l’hanno maggiormente influenzata.

Come sei diventata un’artista? Qual è il tuo background e percorso formativo?

Sin da piccolissima adoravo disegnare ed immergermi nel mio mondo, alle scuole medie ho iniziato a dipingere a creare le prime sculture ed indirizzata dalla mia professoressa di arte mi sono iscritta al Liceo Artistico, il S. Orsola di Roma. Subito dopo la maturità mi sono iscritta presso l’Accademia di Belle Arti in via Ripetta, Roma frequentando
il corso di scenografia e conseguendo sempre i massimi voti mi sono laureata con 110 e lode con una tesi
preparata durante il mio Erasmus a Parigi presso l’ENSAD (scuola superiore di arti figurative). Dopo l’accademia ho frequentato un master ONE YEAR in design presso l’istituto europeo di design (IED) in lingua inglese ed ho subito intrapreso la carriera di designer.

Quando hai deciso di intraprendere la strada dell’arte?

Sin da piccola ho sempre sentito il forte desiderio di esprimermi con la pittura, tutti i problemi e le difficoltà con i colori venivano inghiottiti in un mondo meraviglioso. La scelta degli studi è stata importante e molto indirizzata a quella che veramente era la mia natura. Contemporaneamente al mio lavoro di designer non ho mai smesso di dipingere e da circa 5 anni, ho iniziato a capire che il mio lavoro creativo poteva fondersi tranquillamente con la pittura. Ho iniziato così ad esporre in gallerie, partecipare a collettive di artisti, a fare le mie prime personali e a creare la mia pagina Instagram. Ora il mio lavoro è la mia arte e la mia vita.




Quali artisti o correnti artistiche ti hanno influenzato maggiormente?

Ho sempre adorato la storia dell’arte ed ho avuto la fortuna di poter visitare i musei più belli del mondo, dal Prado alla collezione del museo Thyssen di Madrid, la più bella che io abbia mai visto, all’Hermitage di San Pietro Burgo al Met di New York al Pompidou a Parigi e gli Uffizi a Firenze. Credo che l’opera classica che mi ha influenzato di più è il connubio di forme tanto perfette ma dai  colori accesi e vivacissimi è sicuramente il TONDO DONI di Michelangelo. Il mio amore e la concezione che la bellezza risieda anche nell’uso e studio del colore parte dal Rinascimento . Ho adorato, studiato e ristudiato tutte le correnti artistiche dall’800 ad oggi. In 200 anni l’arte ha subito una completa rivoluzione ed ogni grande artista ha fatto la sua parte. Il Cristo giallo di Gauguin che rompe completamente con gli schemi delle raffigurazioni classiche. I puntinisti che disgregano l’immagine senza neanche sapere che ci sarebbero stati i pixel, Picasso e Braque con il cubismo cercavano la terza dimensione in una grandiosa visione rivoluzionaria, i colori di Picasso il suo deformare la figura umana il sentire più che vedere un soggetto pittorico. E poi le prime astrazioni di Kandinsky che dipingeva ascoltando musica jazz, di cui sono appassionata, facendo danzare colori come note. La rottura completa attuata da Duchamp verso l’arte contemporanea fino ad arrivare alla ancora contemporanea Pop Art di Lichtestein arrivando alle cose bellissime che ci sono ai giorni nostri ma ci vorrebbe troppo tempo per menzionare tutto. Comunque posso dire che l’artista contemporaneo che prediligo è OKUDA SAN MIGUEL.


Come funziona il tuo processo artistico? 

Di fronte alle modelle in posa da disegnare dal vero prima al liceo e poi in accademia ho sempre cercato di portare la mia visione interiore sul foglio . Ho sempre pensato che di bravi disegnatori ne avessi intorno a me moltissimi. La mia esigenza era diversa, la realtà non mi ha mai affascinato tanto come i mondi interiori. La maniera di poter esprimere attraverso i colori, le linee la gestualità quello che provavo in quel momento. Ho disegnato tanto e cercato di imparare tutto dai classici ma per il mio equilibrio interiore l’esigenza era ed è quella di poter cambiare, deformare la realtà trasformandola in colore vibrante.

Ho lasciato pian piano la figura prediligendo l’espressione pura dettata dall’inconscio. 

I colori hanno un ruolo fondamentale nella tua arte ci può dire come mai?

Quando mi immergo in un progetto tutto accade molto naturalmente, a volte i colori sembrano  accostarsi quasi da soli frutto di una strana forma di magnetismo. Siamo vibrazione, noi con le  nostre emozioni e generiamo colore. Il processo creativo per me è profondo, una specie di immersione nei miei abissi più oscuri per poi uscirne, totalmente trasformata, come dopo un bagno in un fiume purificante. Il buio interiore si trasforma come per magia e diviene bianco assoluto, luminosissimo. Luce che prende Vita disciogliendosi in tanti lisergici colori.  

Quali emozioni o pensieri speri di suscitare in chi guarda le tue opere?

Chi guarda le mie opere mi dice spesso di provare immediatamente un senso di benessere e di felicità.Questo è il mio intento. Spesso i miei quadri più vivaci sono il processo per trasformare un momento molto buio che tento di superare e trasformare con il colore e traendone benefici io per prima. Mi fa piacere che il pubblico percepisca il risultato della mia trasformazione traendo dai miei lavori una sensazione di gioia e positività.


Di cosa parlano le tue opere?


Quando “abbozzo” ogni mio quadro parto sempre dal colorare la tela con le bombolette, con gesti molto istintivi, quasi scollegati da tutto ciò che è conscio. Una volta che l’opera è asciutta riprendo le linee e le forme a pennello con gesti più controllati quasi a voler mettere a posto qualcosa che era disordinato. Le mie opere parlano di emozioni, di stati d’animo, di dolori da superare a tutti i costi, dal principio con gestualità e foga, per poi superarli con intenzione e controllo. Mi concentro sulle esperienze che ho vissuto o che vorrei, alcuni sono sogni, spesso mi concentro sul concetto di Universo e di Spazio con quadri tipo: “Galaxy” rappresentati su tela tonda.

Nell’ ultima personale, visitabile fino al 25 Novembre a Roma, presso Sovani e Sovani nella mostra: Inspire/d by the Deep, il titolo ha un duplice significato quello di inspirare profondamente come nello Yoga per trovare relax e concentrazione e quella di essere profondamente ispirati e motivati artisticamente. Ho dipinto abissi e fondali marini, THE DEEP, sviluppando la serie dei: ” coralli”.  Tra le linee nervose si intravedono silhouette di coralli bianchi e rossi.


Le mie opere possono parlare e rappresentare temi molto profondi ma anche a volte cose più leggere, un pò come il destino, un pò come la vita stessa.

Scopri le opere della serie “the Deep” e i mondi colorati di Silvia Fiorenza qui.

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