02 Espert* del Settore: Bruno Goppion

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Per la sezione Espert* del Settore questa settimana abbiamo deciso di fare quattro chiacchiere con Bruno Goppion, Business Development di Goppion S.p.A.

Goppion è un’eccellenza Italiana che tutti dovremmo tenere sott’occhio, non solo per il posto unico che ha in questo mondo e per la loro capacità di guardare sempre oltre i confini, ma anche per la loro storia tutta Italiana che ha saputo diventare presto Internazionale senza però mai perdere di vista l’importanza di essere una bellissima azienda di famiglia e l’attenzione e la passione che ci vuole per essere attivi nel mondo dell’arte e dare valore, con soluzioni ingegneristiche ed innovative, al patrimonio artistico e culturale di un paese. Una vetrina, infatti, può raccontarci molto dell’opera che contiene!

sul loro sito potete conoscere la storia di Goppion. Di seguito la nostra intervista con Bruno Goppion.

sei stato sempre appassionato al mondo museale? 

Fin da piccolo ho partecipato da osservatore alle installazioni che Goppion ha realizzato in giro per l’europa e nel mondo. Accompagnando i miei impegnatissimi genitori ed i loro colleghi in queste avventure, mi ritrovavo spesso a giocare con i curatori e gli architetti che ci accoglievano nei diversi musei, spesso sorpresi di vedere un bambino cosi piccolo in un contesto del genere. Questo rapporto affettuoso con personaggi cosi profondamente radicati nel mondo dei musei ha certamente contribuito ad accendere la passione per il Museo ed il suo significato, anche se la vera “spinta” che mi ha definitivamente indirizzato verso il mondo dei Musei me l’ha data per cosi dire il mio maestro di museologia e museografia Prof. Giovanni Pinna.

la tecnologia Goppion, leader in questo mercato, è estremamente affascinante. In che modo potresti definire il lavoro di Goppion a chi non lo conosce?

Goppion progetta e realizza teche ed allestimenti per Musei dal 1952. Il nostro ruolo è quello di fornire al Museo le soluzioni ingegneristiche e produttive di cui ha bisogno per poter allestire vetrine ed intere gallerie. In questo modo, i curatori possono esprimere al meglio il proprio intento museologico e museografico. Più importante ancora è la conservazione: é infatti la priorità assoluta e ciò che distingue una vetrina da museo da una mera scatola di vetro.

qual è l’aspetto che preferisci di più di questo lavoro?

Senza dubbio l’aspetto che più preferisco di questo lavoro è essere parte, direttamente o indirettamente, della comunicazione culturale e politica che il Museo effettua attraverso un certo tipo di allestimento piuttosto che un altro. Faccio qualche esempio: l’allestimento dei Gioielli della Corona nella Torre di Londra, la vetrina della Gioconda al Louvre e la tuta di Armstrong allo Smithsonian di Washington DC non sono solo contorni estetici all’oggetto, ma anche mezzi di comunicazione politica e storica. Un occhio attento infatti riconoscerà subito il bronzo tipico del periodo vittoriano nell’allestimento dedicato ai gioielli della corona inglese, il sovradimensionamento della vetrina della gioconda come simbolo della Grandeur rappresentata da questo dipinto per lo stato francese e del contesto pionieristico che definisce la vetrina della tuta spaziale di Armstrong. Tutti questi accorgimenti allestitivi contribuiscono infatti a trasmettere al visitatore una memoria collettiva ben precisa ed ancorata ad un passato che deve essere messo in condizione di dialogare con il presente. 

quanto è importante secondo te il giusto allestimento per un museo?

Fondamentale: I materiali e/o le geometrie sbagliate possono da un lato impedire l’interpretazione degli oggetti che il Museo espone e dall’altra danneggiare fisicamente e chimicamente l’oggetto attraverso emissioni gassose o frizioni meccaniche. L’allestimento sbagliato può dunque letteralmente distruggere la collezione di un Museo e negarne la leggibilità al pubblico ed alla comunità a cui il Museo presta servizio.

iniziare un nuovo progetto richiede tanta ricerca e studio, quali sono gli elementi fondamentali in un progetto seguito da Goppion? 

Quando si inizia un progetto, è fondamentale per Goppion capire non solo le intenzioni estetiche dell’architetto, ma anche il significato della collezione che verrà esposta, l’intento museografico e museologico del Museo ma sopratutto i requisiti di conservazione. Questo infatti ci permette di effettuare scelte informate e suggerire soluzioni adatte ad un contesto museale piuttosto che ad un altro. In questo senso, l’intento del curatore è di pari importanza alla direzione artistica dell’architetto, e tutte e due devono fare i conti con i bisogni di conservazione di ciascun oggetto. 

quali progetti stai seguendo al momento? 

Attualmente ho la fortuna di poter seguire molti progetti, anche se senza dubbio i più importanti sono il nuovo allestimento della Library of Congress di Washington DC, il rinnovo della Rockefeller Wing del Metropolitan Museum of Arts di New York City, le vetrine dei nuovi Quantum Computer di IBM che ne favoriscono il funzionamento ed il Museo di Arte Etrusca della Fondazione Rovati a Milano. 

quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?

Nel Futuro per ora ho due obiettivi: In primo luogo, riuscire a portare l’innovazione che sviluppiamo all’estero negli allestimenti dei musei italiani, che pur contenendo opere più straordinarie al mondo spesso non sono organizzate secondo i principi di conservazione ed esposizione internazionali che ne permetterebbero una facile lettura ed un efficiente mantenimento. In secondo luogo, vorrei creare insieme ai curatori ed ai conservatori dei Musei di paesi in via di sviluppo delle soluzioni allestitive sostenibili dal punto di vista economico ed industriale del luogo dove sorgono. Dovrebbe essere un diritto di tutti poter esporre e conservare il proprio patrimonio culturale. Purtroppo oggi raramente questi musei riescono a mantenere e valorizzare grandi opere, infatti spesso si appoggiano a paesi terzi (Europa, USA , Cina e Giappone) che li finanziano con pesanti condizioni o ospitano le loro collezioni in città come Parigi, New York o Londra, ben lontano dal loro luogo di origine.

Avere la possibilità di conoscere il lavoro di Goppion e vedere la passione e l’innovazione che mettono in tutti i progetti realizzati è stato bellissimo.
www.goppion.com
@goppiontechnology

Bruno ha selezionato per noi alcune opere dei nostri artisti ecco la sua selezione:

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